giovedì 21 luglio 2011

Gaetano Cappelli, L'ombra del falco obeso

...considerando come dall'età in cui si sogna che le donne ti dicano sì sia ormai passato a quella in cui si spera che dicano no.

(pag.76)

martedì 19 luglio 2011

misantropia e critica sociale












Il misantropo detesta la socievolezza perché vede in essa il tradimento di quanto c'è di più prezioso nell'uomo: pur di andare d'accordo col mondo e con le sue convenzioni, l'uomo soffoca anzitutto in se stesso i migliori impulsi alla verità e alla giustizia. Degrada e tradisce la propria più intima umanità sacrificandola all'accordo con ciò che è stabilito dall'umanità associata e socievole.


(Alfonso Berardinelli, Che intellettuale sei?, Nottetempo 2011, pag.47)

lunedì 18 luglio 2011

sabato 16 luglio 2011

una collana di teste d'aglio

Lo share
della Sciarelli
(chi l'ha visto lo sa)
è la prova
che viviamo
in un castello
della Transilvania.

papale

Arrestato un Papa
se ne libera un altro.

venerdì 15 luglio 2011

anfibi

Ho visto
un torrente in piena
e sopra la scarpata
l’insegna: La Rapida.

mercoledì 13 luglio 2011

made in Cina

Dal ventilatove
un vento cinese
allevia
questo tollido
caldo senegalese.

martedì 12 luglio 2011

Col mare di notte in una stanza

elvetica selvatica

*
Ho visto in una banca
un orologio svizzero
a forma di mucca
di cioccolata bianca.

c'è poesia... e poesia

Alle vette
della poesia
preferisco
la poesia
delle tette.

domenica 10 luglio 2011

Mare di notte, acrilico su stoffa su tela 80x100

Herpes & Tabù













Lagnandosi mi mostrò
l'herpes sulla bocca.
Poi mi disse:
Scusa lo sfogo.




(L'Ultimo Tram, Manni 2009, pag.20)

venerdì 8 luglio 2011

Pesce rosso e bottiglie, acrilico su carta 35x50, 2004

Amici

Quando smetti di annuire, acconsentire, applaudire, gli amici (a questo servono?), spariscono.

giovedì 7 luglio 2011

Lolita, acrilico su tela 24x34, 2001





Lo so, lo so, che la foto è un po' sfocata... ma non ne ho altre, pardon

Quadrare: la contabilità di un pittore.

Inedito d'Autore di oggi con il Corsera

Leggo questo raccontino di Edoardo Nesi, "Miracolo inevitabile", non è manco brutto. A parte l'incipit imbarazzante, con quella pausa impregnata d'enfasi, teatrale, alla Baricco: L'inverno, all'improvviso. Si tratta di una partita di pallone su un campetto di periferia, tra una squadra di poveri e una di benestanti. Il miracolo è un pallonetto da quaranta metri che chiude la partita e il racconto. Peccato che dentro ci siano cose come queste: "Sortono" per dire escono, "a quell’età, per Dio, non si è mai stanchi", (per Dio?), una Francesca che l' autore si scorda dopo due pagine di aver già nominato, come se non l’avesse manco riletto, il suo racconto. E un gioco sumero, (far uscire la sabbia dai pugni chiusi) che cita, stucchevolmente, tre volte in tre pagine, a cui si dedica il ragazzino in porta, prima di essere sorpreso da questo miracoloso pallonetto. Parafrasando il poeta, Tu chiamale se vuoi, distrazioni...


PS
Nel frattempo, questo fuoriclasse, ha vinto il premio Strega. Auguri!

mercoledì 6 luglio 2011

Francis Bacon, La brutalità dele cose, Quaderni di Pier Paolo Pasolini, 1991, pag.94













Ci sono giorni in cui il lavoro sembra venire con grande facilità: ma non accade spesso e non dura a lungo. E non so se è meglio di quando lavoro per disperazione, per frustrazione. Se le cose vanno male, ci si sente più liberi di guastare tutto aggiungendo altro colore alle immagini appena fatte. C'è più abbandono ed è per questo, forse, che la disperazione serve di più. Per disperazione uno si ritrova a fare qualcosa di più radicale, ad accettare di più il rischio.

domenica 3 luglio 2011

alla maniera di Emily Dickinson

Questa
è la mia lettera al mondo
per dire che tanto
se pure mi scrive
io non rispondo.

domenica 19 giugno 2011

notturno, acrilico su stoffa su tela 50x70, 2006

pesci e gatti, acrilico 80x100, 2004

dubbio

Ogni volta
che una mosca
mi ronza attorno
me lo chiedo:
Ma fossi diventato
uno stronzo?

Wiliam Hazlitt, Sull'ignoranza delle persone colte, Fazi 2001








Non facendo come fanno gli altri, ci tagliamo fuori dalla compagnìa e dalla società. Parliamo un'altra lingua, abbiamo opinioni nostre tutte particolari, e siamo trattati come se fossimo di un'altra razza.

(pag. 100-101)