venerdì 15 luglio 2011

anfibi

Ho visto
un torrente in piena
e sopra la scarpata
l’insegna: La Rapida.

mercoledì 13 luglio 2011

made in Cina

Dal ventilatove
un vento cinese
allevia
questo tollido
caldo senegalese.

martedì 12 luglio 2011

Col mare di notte in una stanza

elvetica selvatica

*
Ho visto in una banca
un orologio svizzero
a forma di mucca
di cioccolata bianca.

c'è poesia... e poesia

Alle vette
della poesia
preferisco
la poesia
delle tette.

domenica 10 luglio 2011

Mare di notte, acrilico su stoffa su tela 80x100

Herpes & Tabù













Lagnandosi mi mostrò
l'herpes sulla bocca.
Poi mi disse:
Scusa lo sfogo.




(L'Ultimo Tram, Manni 2009, pag.20)

venerdì 8 luglio 2011

Pesce rosso e bottiglie, acrilico su carta 35x50, 2004

Amici

Quando smetti di annuire, acconsentire, applaudire, gli amici (a questo servono?), spariscono.

giovedì 7 luglio 2011

Lolita, acrilico su tela 24x34, 2001





Lo so, lo so, che la foto è un po' sfocata... ma non ne ho altre, pardon

Quadrare: la contabilità di un pittore.

Inedito d'Autore di oggi con il Corsera

Leggo questo raccontino di Edoardo Nesi, "Miracolo inevitabile", non è manco brutto. A parte l'incipit imbarazzante, con quella pausa impregnata d'enfasi, teatrale, alla Baricco: L'inverno, all'improvviso. Si tratta di una partita di pallone su un campetto di periferia, tra una squadra di poveri e una di benestanti. Il miracolo è un pallonetto da quaranta metri che chiude la partita e il racconto. Peccato che dentro ci siano cose come queste: "Sortono" per dire escono, "a quell’età, per Dio, non si è mai stanchi", (per Dio?), una Francesca che l' autore si scorda dopo due pagine di aver già nominato, come se non l’avesse manco riletto, il suo racconto. E un gioco sumero, (far uscire la sabbia dai pugni chiusi) che cita, stucchevolmente, tre volte in tre pagine, a cui si dedica il ragazzino in porta, prima di essere sorpreso da questo miracoloso pallonetto. Parafrasando il poeta, Tu chiamale se vuoi, distrazioni...


PS
Nel frattempo, questo fuoriclasse, ha vinto il premio Strega. Auguri!

mercoledì 6 luglio 2011

Francis Bacon, La brutalità dele cose, Quaderni di Pier Paolo Pasolini, 1991, pag.94













Ci sono giorni in cui il lavoro sembra venire con grande facilità: ma non accade spesso e non dura a lungo. E non so se è meglio di quando lavoro per disperazione, per frustrazione. Se le cose vanno male, ci si sente più liberi di guastare tutto aggiungendo altro colore alle immagini appena fatte. C'è più abbandono ed è per questo, forse, che la disperazione serve di più. Per disperazione uno si ritrova a fare qualcosa di più radicale, ad accettare di più il rischio.

domenica 3 luglio 2011

alla maniera di Emily Dickinson

Questa
è la mia lettera al mondo
per dire che tanto
se pure mi scrive
io non rispondo.

domenica 19 giugno 2011

notturno, acrilico su stoffa su tela 50x70, 2006

pesci e gatti, acrilico 80x100, 2004

dubbio

Ogni volta
che una mosca
mi ronza attorno
me lo chiedo:
Ma fossi diventato
uno stronzo?

Wiliam Hazlitt, Sull'ignoranza delle persone colte, Fazi 2001








Non facendo come fanno gli altri, ci tagliamo fuori dalla compagnìa e dalla società. Parliamo un'altra lingua, abbiamo opinioni nostre tutte particolari, e siamo trattati come se fossimo di un'altra razza.

(pag. 100-101)

lunedì 13 giugno 2011

una poesia di Beppe Salvia


Ritorna come un gatto malinteso
a tutti il gatto mio stasera
alle sue fusa, un farlingotto amico
che mi pare specchiarmi in quei
grand'occhi, troppi discorsi vani
e poca arte io il mio gatto
sproloquiammo in vita.

domenica 12 giugno 2011

Noi e i governi

E in un altro discorso, celebre, il discorso in occasione del Nobel per la letteratura che gli hanno assegnato, Brodskij scrive:
Il compito di un uomo, si tratti di uno scrittore o di un lettore, sta prima di tutto nel vivere una vita propria, di cui sia padrone, non già una vita imposta o prescritta dall'esterno, per quanto nobile possa essere all'apparenza.


(Paolo Nori, op. cit, pag.190)

La Mina divagante


Un altro libro di discorsi pubblici che contiene quel gioiello di "Noi e i governi" che andrebbe diffuso nelle scuole per la sua potenza etica. Il solito Nori (la Mina divagante della letteratura italiana) che prendendo strade laterali, sentieri poco battuti, facendo percorsi strani e stranianti arriva alla fine (facendoci pensare, sorridere, emozionare) diritto alla meta. O, come direbbe un cronista sportivo, portando a casa il risultato. O, come direbbe un consulente azionario, ottimizzando il profitto diversificando gli investimenti. O, come direi io, dimostrando come quello che unisce due punti (la premessa e la conclusione) non è sempre una linea retta euclidea. O, come direbbe il muratore, usando la livella e il filo a piombo.

(Paolo Nori, La meravigliosa utilità del filo a piombo, Marcos Y Marcos 2011)

Una microrecensione


Un gioiello di humour e di struggimento sentimentale. Il bambino,Saša, è indimenticabile. La nonna, spassosa nel suo cinismo amorevole. Con una cinquantina di pagine in meno -dove l'autore indulge in ripetizioni e deliri- a mio parere, (di chi sennò), sarebbe stato più intenso e potente. Un gran bel romanzo di un esordiente che ha nella sua scrittura tutta la forza suggestiva, paradossale, poetica, della grande letteratura russa.


(Pavel Sanaev, Seppelitemi dietro il battiscopa, Nottetempo 2011)

Un incipit







A N., piccola città di provincia, così tante erano le botteghe di barbiere e le imprese di pompe funebri da far pensare che i suoi abitanti venissero al mondo con l'unico scopo di farsi la barba, tagliarsi i capelli, ungersi la testa con brillantine rinfrescanti e, quindi, morire.





(Il'F Il'Jà; Petrov Evgenij, Le dodici sedie, Bur 2007)

Paradossi








Le persone che hanno meno idee di tutti sono gli scrittori e i lettori. È meglio non sapere né leggere né scrivere che non saper fare altro che questo.

(incipit)




Il principale svantaggio di sapere di più, e di vedere più lontano degli altri, in genere è di non essere compresi. Chi è intellettualmente dotato tende ad esprimersi per paradossi, e questo lo colloca subito fuori la portata del lettore comune.


William Hazlitt, (Sull'ignoranza delle persone colte , Fazi 2001, pag.100)