venerdì 11 novembre 2011
giovedì 10 novembre 2011
Limare, ma non troppo

Non forbire, non limare troppo, sii sgraziato e audace. La brevità è la sorella del talento.
(op.cit. pag.42)
Tom Waits - Martha (Rare Live Performance - Denver, CO 1974)
Di nuovo Cechov
Lo spirito di partito, specie se mediocre e arido, non ama la libertà e l'ampiezza d'orizzonte.
(op.cit. pag.94)
(op.cit. pag.94)
mercoledì 9 novembre 2011
lunedì 7 novembre 2011
domenica 6 novembre 2011
Oggi, a casa mia
Quando piove, passeggio per casa.
(Marco Santoro, scultore, pittore, oggi alle 19.03 a casa mia)
(Marco Santoro, scultore, pittore, oggi alle 19.03 a casa mia)
sabato 5 novembre 2011
Leonardo D'Aria, Via Ciccotti, 10, EdiViMa 2009
Non son figlio
di Gesù
non son figlio
di Maria
ma...
di chi cazz'
so' figlio?
E' diventato
anziano
il mio anno
di nascita.
Spesso
la paura mi consiglia di
tornare indietro.
Quanto mi sento di fottere!
di Gesù
non son figlio
di Maria
ma...
di chi cazz'
so' figlio?
E' diventato
anziano
il mio anno
di nascita.
Spesso
la paura mi consiglia di
tornare indietro.
Quanto mi sento di fottere!
Ancora Roger McGough
40 - LOVE
coppia - di
mezza - età
gioca - a
ten - nis
quando - la
partita - è
finita - e
vanno - a
casa - la
rete - è
sem - pre
lì - fra
lo - ro
(Roger McGough, Eclissi quotidiane, Medusa 2004, pag.89)
coppia - di
mezza - età
gioca - a
ten - nis
quando - la
partita - è
finita - e
vanno - a
casa - la
rete - è
sem - pre
lì - fra
lo - ro
(Roger McGough, Eclissi quotidiane, Medusa 2004, pag.89)
domenica 30 ottobre 2011
Oggi, 30 ottobre 2011, domenica.
Da oggi è ufficiale. In Italia, anche l'ora, è illegale.
giovedì 27 ottobre 2011
Fumo

"Se non fumo, non posso scrivere. Non mi riesce, comincio ma non riesco ad andare avanti" si dice di solito, e anch'io lo dicevo. Che significa ciò? Significa o che non hai niente di cui scrivere, oppure che quello che tu vorresti scrivere subito, non è ancora giunto a maturazione nella tua consapevolezza, e sta soltanto cominciando a prender forma, e quel critico che vive in te e ti valuta, non essendo drogato dal tabacco, ti sta dicendo che appunto così stanno le cose.
(Lev Tolstòj, Perché la gente si droga?, Oscar Mondadori 2008, pag.20)
mercoledì 26 ottobre 2011
Le orecchie in scatola di Roger McGough

Aspetto in corridoio
che mi tiri le orecchie.
Sono nervoso perché il Prof. O'Hanlon
è un orco che mantiene la parola.
Per venti minuti
lascio che la mia fantasia
si sbizzarisca da sola.
Ho troppa paura per seguirla.
Userà quel coltello con la croce svizzera
per cavarmele con un taglio netto? Le morsicherà?
Le toglierà seguendo la linea tratteggiata?
Le strapperà di colpo come cerotti vecchi?
In risposta all'incitamento della folla
solleverà la mia testa al cielo
come fosse la Coppa dei Campioni
e tirerà i manici? Aahhiiii...
E poi la scatola. Di cartone?
Forse una vecchia scatola di sigari? O un paio?
Bare singole di pino verniciato.
S e D. "Passate a miglior vita".
Adesso sono impaziente, ho voglia di cavarmi
il dente. Suonano le quattro.
Con le mani dove di-solito-c'erano-le-mie-orecchie, passo
sotto le forche caudine dei ragazzi che mi prendono in giro.
Alle sei la mamma torna a casa stanca
dopo una dura giornata alla fabbrica di pangrattato.
Le dò la scatola. L'apre
e urla qualcosa. Le dico:
"Come?"
(Roger McGough, Eclissi quotidiane, Medusa 2004, Traduzione e cura di Franco Nasi, pag. 21)
martedì 25 ottobre 2011
Ja

Un anarchico è soltanto uno che pratica l'anarchia, le avevo detto nel bosco di larici, ora lei me lo fece ricordare di nuovo. L'anarchia è tutto in una testa dotata di spirito, disse, ripetendo soltando un’altra delle mie citazioni. La società, non importa quale società, deve sempre essere rivoluzionata e soppressa, disse, e di nuovo quello che aveva detto era una mia asserzione.
(Thomas Bernhard, Ja, Guanda 2003, pag.101)
caldo/freddo

Un moscone ronza
sbattendo contro le pareti
e contro i vetri.
Per strada
quelli che si lamentavano del freddo
ora si lamentano del caldo.
Io
da un po' di tempo me ne sto zitto
ascolto e annuisco
pensando ai fatti miei.
pz 4.7.1988
(I Canti di Onan, Ed. Ermes 1999, pag.17)
domenica 23 ottobre 2011
sabato 22 ottobre 2011
Henri Salvador: Jardin d'hiver
Jardin d’hiver – Henri Salvador
Je voudrais du soleil vert
Des dentelles et des théières
Des photos de bord de mer
Dans mon jardin d’hiver
Je voudrais de la lumière
Comme en Nouvelle Angleterre
Je veux changer d’atmosphère
Dans mon jardin d’hiver
Ta robe à fleur
Sous la pluie de novembre
Mes mains qui courent
Je n’en peux plus de l’attendre
Les années passent
Qu’il est loin l’âge tendre
Nul ne peut nous entendre
Je voudrais du Fred Astaire
Revoir un Latécoère
Je voudrais toujours te plaire
Dans mon jardin d’hiver
Je veux déjeuner par terre
Comme au long des golfes clairs
T’embrasser les yeux ouverts
Dans mon jardin d’hiver
Ta robe à fleur
Sous la pluie de novembre
Mes mains qui courent
Je n’en peux plus de l’attendre
Les années passent
Qu’il est loin l’âge tendre
Nul ne peut nous entendre
(trad.) Giardino d’inverno
Vorrei del sole verde
centrini e teiere
delle foto balneari
nel mio giardino d’inverno
Vorrei la luce
del New England
voglio cambiare atmosfera
nel mio giardino d’inverno
La tua gonna a fiori
sotto la pioggia di novembre
le mie mani che corrono
non ne posso più di aspettarti
Passano gli anni
com’è lontana la giovinezza
nessuno può sentirci
Vorrei un po’ di Fred Astaire
rivedere un Latécoère
vorrei continuare a piacerti
nel mio giardino d’inverno
Voglio pranzare per terra
come lungo i golfi chiari
baciarti a occhi aperti
nel mio giardino d’inverno
La tua gonna a fiori
sotto la pioggia di novembre
le mie mani che corrono
non ne posso più di aspettarti
Passano gli anni
com’è lontana la giovinezza
nessuno può sentirci
Nel mio giardino d’inverno
un incipit

L'unico modo per non temere la morte è non pensarla e non crederle. Voltarle le spalle, anche se lei è ovunque, e non puoi voltare le spalle a ciò che è ovunque. Puoi voltare le spalle al deserto? Uno dei misteri della morte è proprio questa nostra follia: tentare di non temerla.
(Stefano Benni, La traccia dell'angelo, Sellerio, 2011)
venerdì 21 ottobre 2011
il grande Philip Roth

Una ragazza in effetti c’era. Non era ancora in ballo, però ci avevo già messo gli occhi sopra. Era una studentessa del secondo anno che come me si era appena trasferita a Winesburg, pallida e snella, con capelli castani scuri e un modo di fare che m’intimidiva per come mi pareva distaccato e risoluto. Seguiva le mie stesse lezioni di storia americana e a volte sedeva proprio accanto a me, ma non volendo correre il rischio di sentirmi dire di lasciarla in pace, non avevo trovato il coraggio di farle neppure un cenno di saluto, e tanto meno di parlarle. Una sera la vidi in biblioteca. Ero seduto a una scrivania al piano rialzato che si affacciava sulla sala di lettura; lei era a uno dei lunghi tavoli di sotto, e prendeva diligentemente appunti da un testo di consultazione, Due cose mi ammaliarono. Una era la scriminatura fra i suoi deliziosi capelli. Non ero mai stato così vulnerabile alla scriminatura fra i capelli di una ragazza. L’altra era la sua gamba sinistra che, accavallata sulla destra, dondolava ritmicamente su e giù. La gonna le arrivava a metà polpaccio, come si usava, ma da dov’ero seduto riuscivo comunque a contemplare sotto il
tavolo l’incessante movimento di quella gamba. Restò lì a quel modo per almeno due ore, prendendo appunti senza mai interrompersi, e per tutto quel tempo io non feci altro che osservare il modo in cui i suoi capelli erano divisi da una linea netta e regolare e il modo in cui quella gamba non la smetteva di muoversi su e giù. Mi domandavo, non per la prima volta, che sensazione dava a una ragazza muovere una gamba a quel modo. Lei era concentrata sullo studio, e io, con la mente di un diciottenne, ero concentrato sul desiderio di infilarle una mano sotto la gonna. Il forte impulso di correre in bagno era tenuto a bada dalla paura di essere sorpreso da un bibliotecario, da un insegnante o addirittura da uno studente ri-spettabile, venire espulso e finire in Corea come fuciliere.
(Philip Roth, Indignazione, Einaudi 2009, pag. 31)
giovedì 20 ottobre 2011
Quando stai per traslocare, i libri son chiusi nei pacchi...
... meno la mia agenda COMIX 1994.
INCOLUME:
Lampada infrangibile.
(sempre dal mio Dizionario ameno)
INCOLUME:
Lampada infrangibile.
(sempre dal mio Dizionario ameno)
mercoledì 19 ottobre 2011
Dizionario dei luoghi ameni, Agenda Comix 1994
OVILE:
Luogo ove si rintanano pecore spregevoli.
Luogo ove si rintanano pecore spregevoli.
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