venerdì 9 settembre 2011

Strisce e stelle












Siderali desideri di sederi da star
assiderato strisciavo verso le stelle
per una vita hollyvoodiana
usa e getta
siamo stati uniti
prima di essere divisi
mi misi a miagolare in americano
più micio che macho
nella gattitudine estrema
triste e sublime
della terra che trema.


pz 27.9.1996


(I Canti di Onan, Ermes 1999,pag.70)

giovedì 8 settembre 2011

camminare con Vito Riviello ( e con Claudio Damiani, Valentino Zeichen, Valerio Magrelli, Erri De Luca)












copia incolla e vedi qui:

vimeo.com/album/75692

ancora Yeats













...al college le era stato insegnato che lo scopo di un'istruzione umanistica non era educare la mente ma liberarla. Quello che si faceva per vivere non aveva importanza; ciò che contava era il tipo di persona che si era.




(op.cit., pag.116)

mercoledì 7 settembre 2011

il grande Richard Yates













La scuola era il centro della sua vita. Prima di andare al Barnard non aveva mai sentito adoperare il vocabolo intellettuale come sostantivo, e ne rimase molto colpita. Era un sostantivo coraggioso, un sostantivo orgoglioso, un sostantivo che evocava una consacrazione perpetua ad argomenti elevati e un freddo disprezzo per le banalità. Un'intellettuale poteva anche perdere la verginità con un soldato nel parco, ma poteva imparare a ricordarlo con un distacco ironico e divertito. Un'intellettuale poteva anche avere una madre che lasciava vedere le mutande quando si ubriacava, ma non permetteva che la cosa le desse fastidio. E poteva anche darsi che Emily Grimes non fosse ancora un'intellettuale, ma se prendeva una quantità di appunti anche alle lezioni più monotone, e se ne stava ogni sera a leggere finché gli occhi non le dolevano, era solo questione di tempo prima che lo diventasse.




(op.cit. pag.80)

noia sorridente












... dopodiché il problema fu che la conversazione continuava a languire. Sarah voleva sapere "tutto" del Barnard, ma quando Emily cominciò a parlare vide lo sguardo della sorella farsi vitreo di noia sorridente.



(op.cit.,pag.76-77)

dissociazioni

DOLCE FAR NIENTE

Un collega s’indigna
contro i fannulloni.
Non fa altro
tutto il giorno.


(L'ultimo Tram, Manni 2009, pag.48)

Autunno










Chanson d’automne

Les sanglots longs
Des violons
De l'automne
Blessent mon cœur
D'une langueur
Monotone.

Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l'heure,
Je me souviens
Des jours anciens
Et je pleure;

Et je m'en vais
Au vent mauvais
Qui m'emporte
Deçà, delà,
Pareil à la
Feuille morte.


Paul Verlaine

lacrime












Ed Emily non aveva ancora versato neppure una lacrima. La cosa la tormentò per tutto il viaggio di ritorno in città, che lei fece con una mano infilata tra la propria guancia e il vetro freddo e vibrante del finestrino della limousine, come se questo potesse esserle d‘aiuto.
Provò a bisbigliare “Papà” fra sé, provò a chiudere gli occhi e a immaginare il suo volto, ma non funzionò. Poi pensò a una cosa che le fece venire un nodo alla gola: magari non era mai stata la beniamina di suo padre, però lui l’aveva sempre chiamata “coniglietto”. E adesso piangere le venne facile, tanto che la madre si protese a stringerle una mano; l’unico guaio era che non sapeva bene se stava piangendo per il padre o per Warren Maddock, o Maddox, che adesso era nel South Carolina sul punto di essere inviato a una divisione.
Però smise bruscamente di piangere quando si rese conto che anche quella era una menzogna: quelle lacrime, come sempre finora nella sua vita, erano totalmente per se stessa: per la povera, sensibile Emily Grimes che nessuno capiva, e che non capiva niente.

(op.cit. pag.72-73)

Un incipit












Nè l'una nè l'altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l'impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori.





(Richard Yates, Easter Parade, Minumun fax )

martedì 6 settembre 2011

Pensieri di guerra, acrilico 80x100 2006

piove

Oggi è una bellissima giornata. Piove a dirotto!

Primavera











Oggi il tempo è bellissimo: Giornata di tepore, di luce; il sole indugia allegro sulla neve sciolta; tutto brilla, fumiga, goccia; come ammattiti, i passerotti cinguettano vicino agli steccati scuri e fradici di vapore; dolce e terribile a un tempo, l'aria umida mi solletica il petto. Primavera, primavera in arrivo!



(Turgenev, Diario di un uomo superfluo, Voland 2011, trad. A. Niero, pag.10)

lunedì 5 settembre 2011

Invito











Invito ad andare

Vai, vai pure
dritto dritto
senza paure
non avere remore
da sobrio o da brillo
vai pure tranquillo
incerto o sicuro
vai pure soavemente
a fare in culo.




(pag.71)

Fa ridere? Allora non va bene.

L’editor della Garzanti, risponde alla mia proposta di un’antologia ventennale di poesie che si è molto divertito, ma che non ha una collana di poesia umoristica per pubblicarla.



(dal Diario di un anarchico reazionario, in lavorazione)

domenica 4 settembre 2011

vacanze













Il momento più bello
di quando si va in vacanza
è quando finalmente
si torna a casa.




(L'ultimo Tram, Manni 2009, pag.66)


vivere o scrivere?












...O scrittore adolescente! non restare chiuso per mesi in uno sgabuzzino per paura che chiunque incontri per strada sia più felice di te, e medita su quest'altro concetto di felicità: se già scrivi, che bisogno c'è di vivere? Impara a lasciar vivere chi non ha altro da fare.



(op.cit. pag.163)

Busi in corpo 11














Lo scrittore legge moltissimo e nell'unico modo adeguato: disordinatamente, così non sarà costretto ad uscire dai Normali di Pisa e a dimostrarlo anche quando espelle il fumo di una gitane.




(Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, Mondadori 1994, pag.163)

sabato 3 settembre 2011

Alcolizziamoci
















Ma come faranno gli astemi a tirare avanti? Mah.

sfortuna










Sono sempre stato un tipo sfortunato. Il giorno del mio funerale si parlava del funerale della figlia del farmacista, morta il giorno prima.


(op.cit. pag.54)

venerdì 2 settembre 2011

Lapidario











Mi sono sentito affannato e fuori posto nella vita. Adesso finalmente riposo tranquillo e in pace nella tomba vicino alla mia.





Franco Arminio, Cartoline dai morti, Nottetempo 2010, pag.98)

mercoledì 31 agosto 2011

Ora tocca a me












Anni prima guardavamo insieme la televisione quando arrivò la notizia della morte di Doderer. Thomas saltò dalla sedia elettrizzato, applaudendo e urlando di gioia: Doderer è morto. Quando gli chiesi perché fosse così contento rispose: in Austria Doderer era considerato lo scrittore di punta e fino a quando era in vita nessun altro poteva diventarlo, nessun altro poteva emergere. Ora la strada è libera, ora tocca a me. Ma non faranno di me un Doderer. Non reciterò la parte di Doderer, perché quando uno si fa vedere a tutte le occasioni ufficiali diventa logoro, disattento e scontroso. Uno perde la testa, si accomoda nella propria celebrità e non riesce a scrivere più niente, o meglio, niente di buono, di grande. Non si viene neanche più tanto criticati, anzi ti incensano e adulano con ipocrisia per ogni cavolata. E' questa la rovina della gente: ne approfittano e non producono più niente di buono; si lasciano abbagliare e rincretiniscono.



Karl Ignaz Hennetmair, Un anno con Thomas Bernhard- Il diario segreto, L'Ancora del Mediterraneo 2011, pag.11)

martedì 30 agosto 2011

Busi docet










...non sforzarti mai di dissimulare la tua personalità se è la sola che hai: mandali di brutto affanculo. E' positivo essere antipatici a qualcuno, tanto lo saresti nè più nè meno, e in più non saresti simpatico a nessuno.

(op.cit. Pag. 176-177)

Vivere












...vivere, e anche vivere, è un accidente più facile che perseguire una tensione estetica...

(Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, Mondadori 1994, pag.336)

papale papale

In effetti, da sempre, mi chiedo com’è possibile emozionarsi alle parole stantie, opache, vacue di tutti i papi, wojtyla compreso. ’ste folle adoranti di fronte alla noia plumbea di discorsi privi di alcuna suggestione. Son meglio i santoni indiani, hanno più carisma gli osho, i maragj e i sai baba, no? Non a caso, quando si vuol citare un discorso memorabile di un papa, si torna sempre a papa giovanni XXIII, al discorso della luna e del quando tornate a casa fate una carezza ai vostri bambini e dite che questa è la carezza del papa. Insomma. Fa effetto solo per contrasto al nulla di tutti i discorsi sentiti dai papi. Fa ridere, per paradosso, l’espressione “papale papale”. E’ esattamente il contrario. Una fumata grigia.

lunedì 29 agosto 2011

un nemico per maestro














... che cosa ci impedisce di assumere come maestro – e senza pagarlo –
il nostro nemico e di trarne giovamento, apprendendo qualcosa che prima ci sfuggiva? Il nemico coglie molti più difetti dell’amico: “ L’amore è cieco nei confronti dell’oggetto del suo amore”, dice infatti Platone, mentre all’odio si uniscono la curiosità e la loquacità.


(op.cit. pag.38)