DOLCE FAR NIENTE
Un collega s’indigna
contro i fannulloni.
Non fa altro
tutto il giorno.
(L'ultimo Tram, Manni 2009, pag.48)
mercoledì 7 settembre 2011
Autunno

Chanson d’automne
Les sanglots longs
Des violons
De l'automne
Blessent mon cœur
D'une langueur
Monotone.
Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l'heure,
Je me souviens
Des jours anciens
Et je pleure;
Et je m'en vais
Au vent mauvais
Qui m'emporte
Deçà, delà,
Pareil à la
Feuille morte.
Paul Verlaine
lacrime

Ed Emily non aveva ancora versato neppure una lacrima. La cosa la tormentò per tutto il viaggio di ritorno in città, che lei fece con una mano infilata tra la propria guancia e il vetro freddo e vibrante del finestrino della limousine, come se questo potesse esserle d‘aiuto.
Provò a bisbigliare “Papà” fra sé, provò a chiudere gli occhi e a immaginare il suo volto, ma non funzionò. Poi pensò a una cosa che le fece venire un nodo alla gola: magari non era mai stata la beniamina di suo padre, però lui l’aveva sempre chiamata “coniglietto”. E adesso piangere le venne facile, tanto che la madre si protese a stringerle una mano; l’unico guaio era che non sapeva bene se stava piangendo per il padre o per Warren Maddock, o Maddox, che adesso era nel South Carolina sul punto di essere inviato a una divisione.
Però smise bruscamente di piangere quando si rese conto che anche quella era una menzogna: quelle lacrime, come sempre finora nella sua vita, erano totalmente per se stessa: per la povera, sensibile Emily Grimes che nessuno capiva, e che non capiva niente.
(op.cit. pag.72-73)
Un incipit

Nè l'una nè l'altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l'impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori.
(Richard Yates, Easter Parade, Minumun fax )
martedì 6 settembre 2011
Primavera

Oggi il tempo è bellissimo: Giornata di tepore, di luce; il sole indugia allegro sulla neve sciolta; tutto brilla, fumiga, goccia; come ammattiti, i passerotti cinguettano vicino agli steccati scuri e fradici di vapore; dolce e terribile a un tempo, l'aria umida mi solletica il petto. Primavera, primavera in arrivo!
(Turgenev, Diario di un uomo superfluo, Voland 2011, trad. A. Niero, pag.10)
lunedì 5 settembre 2011
Fa ridere? Allora non va bene.
L’editor della Garzanti, risponde alla mia proposta di un’antologia ventennale di poesie che si è molto divertito, ma che non ha una collana di poesia umoristica per pubblicarla.
(dal Diario di un anarchico reazionario, in lavorazione)
(dal Diario di un anarchico reazionario, in lavorazione)
domenica 4 settembre 2011
vivere o scrivere?
...O scrittore adolescente! non restare chiuso per mesi in uno sgabuzzino per paura che chiunque incontri per strada sia più felice di te, e medita su quest'altro concetto di felicità: se già scrivi, che bisogno c'è di vivere? Impara a lasciar vivere chi non ha altro da fare.
(op.cit. pag.163)
Busi in corpo 11
Lo scrittore legge moltissimo e nell'unico modo adeguato: disordinatamente, così non sarà costretto ad uscire dai Normali di Pisa e a dimostrarlo anche quando espelle il fumo di una gitane.
(Aldo Busi, Sodomie in corpo 11, Mondadori 1994, pag.163)
sabato 3 settembre 2011
venerdì 2 settembre 2011
mercoledì 31 agosto 2011
Ora tocca a me
Anni prima guardavamo insieme la televisione quando arrivò la notizia della morte di Doderer. Thomas saltò dalla sedia elettrizzato, applaudendo e urlando di gioia: Doderer è morto. Quando gli chiesi perché fosse così contento rispose: in Austria Doderer era considerato lo scrittore di punta e fino a quando era in vita nessun altro poteva diventarlo, nessun altro poteva emergere. Ora la strada è libera, ora tocca a me. Ma non faranno di me un Doderer. Non reciterò la parte di Doderer, perché quando uno si fa vedere a tutte le occasioni ufficiali diventa logoro, disattento e scontroso. Uno perde la testa, si accomoda nella propria celebrità e non riesce a scrivere più niente, o meglio, niente di buono, di grande. Non si viene neanche più tanto criticati, anzi ti incensano e adulano con ipocrisia per ogni cavolata. E' questa la rovina della gente: ne approfittano e non producono più niente di buono; si lasciano abbagliare e rincretiniscono.
Karl Ignaz Hennetmair, Un anno con Thomas Bernhard- Il diario segreto, L'Ancora del Mediterraneo 2011, pag.11)
martedì 30 agosto 2011
Busi docet
...non sforzarti mai di dissimulare la tua personalità se è la sola che hai: mandali di brutto affanculo. E' positivo essere antipatici a qualcuno, tanto lo saresti nè più nè meno, e in più non saresti simpatico a nessuno.
(op.cit. Pag. 176-177)
papale papale
In effetti, da sempre, mi chiedo com’è possibile emozionarsi alle parole stantie, opache, vacue di tutti i papi, wojtyla compreso. ’ste folle adoranti di fronte alla noia plumbea di discorsi privi di alcuna suggestione. Son meglio i santoni indiani, hanno più carisma gli osho, i maragj e i sai baba, no? Non a caso, quando si vuol citare un discorso memorabile di un papa, si torna sempre a papa giovanni XXIII, al discorso della luna e del quando tornate a casa fate una carezza ai vostri bambini e dite che questa è la carezza del papa. Insomma. Fa effetto solo per contrasto al nulla di tutti i discorsi sentiti dai papi. Fa ridere, per paradosso, l’espressione “papale papale”. E’ esattamente il contrario. Una fumata grigia.
lunedì 29 agosto 2011
un nemico per maestro
... che cosa ci impedisce di assumere come maestro – e senza pagarlo –
il nostro nemico e di trarne giovamento, apprendendo qualcosa che prima ci sfuggiva? Il nemico coglie molti più difetti dell’amico: “ L’amore è cieco nei confronti dell’oggetto del suo amore”, dice infatti Platone, mentre all’odio si uniscono la curiosità e la loquacità.
(op.cit. pag.38)
venerdì 26 agosto 2011
nemici utili
... chi è alla ricerca di mezzi per salvarsi ha bisogno di amici sinceri o di veementi nemici; gli uni e gli altri, infatti, distolgono dagli errori: i primi elargiscono consigli, gli altri ci biasimano. Tuttavia, poiché ai nostri giorni la voce degli amici è flebile quando dovrebbe esprimersi con franchezza, è vivace nell’adulare, e resta muta quando dovrebbe ammonirci, è proprio dalla bocca dei nemici che dobbiamo ascoltare la verità.
(Plutarco, Sull’utilità dei nemici, Archinto 2011, pag.35)
mercoledì 24 agosto 2011
alain delon (campane parigine)
UN RUDERE CHE FA RIDERE
Un rudere che fa ridere
un triste umorista in panne
Alain Delon che delle donne
dice a settant’anni
che non c’ha capito niente…
io che a cinquanta penserò
a quanta stupidità insidierà ancora
la mia poetica inadeguatezza
a quanto sono inutili
le mie funamboliche acutezze
per arrivare malconci e menomati
fino alla fine più o meno
anestetizzati (privati cioè
della bellezza necessaria)
per arrivare a farsi del bene
facendosi del male.
(L'ultimo Tram, Manni 2009, pag.25)
martedì 23 agosto 2011
le cose che mi piacciono
Io, a me, ma forse sono io, eh, le cose che mi piacciono, sono quelle lì, i matrimoni che non sembran matrimoni, i libri che non sembrano libri, i film che non sembrano film, le domeniche che non sembrano domenica, le vacanze che non sembrano vacanze, i cantanti che non sembrano cantanti, i musicisti che non sembran musicisti, i pittori che non sembrano pittori e anche il contrario, però.
(op.cit. pag.147)
lunedì 22 agosto 2011
a ripetizione
C'è un saggio bellissimo di uno studioso russo che si chiama Bachtin, il saggio si intitola La parola nel romanzo ed è pubblicato da Einaudi in un volume intitolato Estetica e romanzo, dove Bachtin dice che noi, le cose che diciamo, il cinquanta percento non sono cose che diciamo, sono cose che ripetiamo. Quel saggio è degli anni cinquanta, e adesso, secondo me, sessant'anni dopo, per me, perlomeno, quella percentuale lì è salita al novantotto percento, e i giorni che mi viene un pensiero mio che l'ho pensato io sono giorni da segnare sul calendario noi siamo veramente, mi sembra, tutti impastati di sonno, non sappiamo neanche distinguere dentro la testa quel che abbiam pensato noi e quello che abbiamo sentito dire dagli altri e io non lo so, quanto si può andare avanti, così, forse all'infinito, ma forse anche no.
Paolo Nori, La meravigliosa utilità del filo a piombo, Marcos y Marcos 2011, pag.188)
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