venerdì 22 luglio 2011

La curia è peggiore del male, a volte.

La prima tangentopoli
cominciò con Chiesa.
Questa, con Papa.

Scusa Giosuè, vabbè?









I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
van da San Guido in duplice filar
tutti me li son fatti
quando sbandai con la mia Jaguàr.


Giosuè Carducci, Davanti San Guido (da Sempre cara mi fu quest'ernia al colon, il libro dei Fincipit, a cura di A. Bonino e S. Andreoli, Mondadori 2007, pag.80)

L'ombra del falco obeso, di Gaetano Cappelli














Il romanzo breve, dal titolo lunghissimo, L’ombra del falco obeso e la Corvette di Springsteen ovvero Il potere delle maledizioni sul destino degli uomini con una stima molto ma molto approssimativa del loro tempo di realizzazione di Gaetano Cappelli, a me pare più un saggio, (oltre che di bravura), comico-antropologico che riassume, in chiave parodistica, usi, leggende, scaramanzie e rituali apotropaici che rimandano a quel cult di De Martino che è Sud e Magia.
Con la dovuta, direi, distanza ironica e di brillante cinismo di uno scrittore in grande forma. Da scompisciarsi l’uso di certi lessici, quello anglo-pietragallese della Maga Nancy o quello tursitano del Vate Innominabile. Precisa nella sua malinconica ilarità, la ricostruzione di uno di quei migliaia di premi di provincia con i suoi tipi fissi: il prof universitario che parla dei fatti suoi, l’organizzatore pasticcione, la bella presentatrice che non sa quel che dice, le patetiche celebrità locali e un’umanità varia che confluisce nell’inevitabile cena con le autorità e gli sponsor, ringraziati nell’estenuante discorso d’apertura. Una perla, un vero colpo d’ala (visto che nel racconto gli uccelli sono la chiave di tutto), è la citazione di una canzone dei Pink Floyd (Several Species of Small Furry Animal...)
(link pezzo http://youtu.be/RjbdjHmPcc4

costruita su una ruota di fonemi per spiegare una suggestione onomatopeica, magica, oniricornitologica, dove la reincarnazione diventa una dannazione, uno sberleffo ma anche una consolazione, a seconda dello sviluppo dei destini e dei casi della vita terrena degli uomini.


(pubblicato oggi su Il Quotidiano della Basilicata)

giovedì 21 luglio 2011

Gaetano Cappelli, L'ombra del falco obeso

...considerando come dall'età in cui si sogna che le donne ti dicano sì sia ormai passato a quella in cui si spera che dicano no.

(pag.76)

martedì 19 luglio 2011

misantropia e critica sociale












Il misantropo detesta la socievolezza perché vede in essa il tradimento di quanto c'è di più prezioso nell'uomo: pur di andare d'accordo col mondo e con le sue convenzioni, l'uomo soffoca anzitutto in se stesso i migliori impulsi alla verità e alla giustizia. Degrada e tradisce la propria più intima umanità sacrificandola all'accordo con ciò che è stabilito dall'umanità associata e socievole.


(Alfonso Berardinelli, Che intellettuale sei?, Nottetempo 2011, pag.47)

lunedì 18 luglio 2011

sabato 16 luglio 2011

una collana di teste d'aglio

Lo share
della Sciarelli
(chi l'ha visto lo sa)
è la prova
che viviamo
in un castello
della Transilvania.

papale

Arrestato un Papa
se ne libera un altro.

venerdì 15 luglio 2011

anfibi

Ho visto
un torrente in piena
e sopra la scarpata
l’insegna: La Rapida.

mercoledì 13 luglio 2011

made in Cina

Dal ventilatove
un vento cinese
allevia
questo tollido
caldo senegalese.

martedì 12 luglio 2011

Col mare di notte in una stanza

elvetica selvatica

*
Ho visto in una banca
un orologio svizzero
a forma di mucca
di cioccolata bianca.

c'è poesia... e poesia

Alle vette
della poesia
preferisco
la poesia
delle tette.

domenica 10 luglio 2011

Mare di notte, acrilico su stoffa su tela 80x100

Herpes & Tabù













Lagnandosi mi mostrò
l'herpes sulla bocca.
Poi mi disse:
Scusa lo sfogo.




(L'Ultimo Tram, Manni 2009, pag.20)

venerdì 8 luglio 2011

Pesce rosso e bottiglie, acrilico su carta 35x50, 2004

Amici

Quando smetti di annuire, acconsentire, applaudire, gli amici (a questo servono?), spariscono.

giovedì 7 luglio 2011

Lolita, acrilico su tela 24x34, 2001





Lo so, lo so, che la foto è un po' sfocata... ma non ne ho altre, pardon

Quadrare: la contabilità di un pittore.

Inedito d'Autore di oggi con il Corsera

Leggo questo raccontino di Edoardo Nesi, "Miracolo inevitabile", non è manco brutto. A parte l'incipit imbarazzante, con quella pausa impregnata d'enfasi, teatrale, alla Baricco: L'inverno, all'improvviso. Si tratta di una partita di pallone su un campetto di periferia, tra una squadra di poveri e una di benestanti. Il miracolo è un pallonetto da quaranta metri che chiude la partita e il racconto. Peccato che dentro ci siano cose come queste: "Sortono" per dire escono, "a quell’età, per Dio, non si è mai stanchi", (per Dio?), una Francesca che l' autore si scorda dopo due pagine di aver già nominato, come se non l’avesse manco riletto, il suo racconto. E un gioco sumero, (far uscire la sabbia dai pugni chiusi) che cita, stucchevolmente, tre volte in tre pagine, a cui si dedica il ragazzino in porta, prima di essere sorpreso da questo miracoloso pallonetto. Parafrasando il poeta, Tu chiamale se vuoi, distrazioni...


PS
Nel frattempo, questo fuoriclasse, ha vinto il premio Strega. Auguri!