C'era una volta
la morale della favola.
La storia poi si è capovolta
e la morale della favola
è diventata a sua volta
la favola della morale.
venerdì 26 febbraio 2016
Jaguar
Mentre guidi la tua Jaguar, dall’eleganza
scultorea, che rispetta pienamente i canoni della bellezza, purezza e
semplicità, grazie anche a una nuova griglia anteriore più verticale e
imponente, ai potenti fari anteriori interamente a LED e nuove luci
posteriori dal design accattivante, per non parlare del comfort dei sedili in
pelle perforata Windsor, colore Siena Tan e del tetto panoramico in cristallo e
dai sinuosi rivestimenti artigianali che caratterizzano tutto l’abitacolo,
tutti dettagli che contribuiscono alla sensazione di lusso enfatizzata da
emozionanti elementi sportivi, mentre l’illuminazione blu fosforo dona eleganza
agli interni, ebbene, mentre la stai guidando questa cazzo di Jaguar, caratterizzata da una squisita fattura in stile
britannico contemporaneo, con i migliori materiali selezionati singolarmente,
pelli morbidissime e finiture eleganti,
dunque, arriverà, prima o poi, il momento in cui finalmente ti
abbandonerai a quel piacere così poco esclusivo, così popolare, così alla portata di
tutti, semplice, ma unico nella sua indicibile goduria, ti abbandonerai
solitario nel tuo raffinatissimo abitacolo viaggiante, ti abbandonerai al
piacere di metterti finalmente le affusolate tue dita nel regale tuo naso. Finalmente, dunque, ti scaccolerai?
giovedì 25 febbraio 2016
Refuso
In ufficio accade questo strano fenomeno. Quando si fanno dei solleciti (finestre che non si aprono, riscaldamento a palla in attesa di un termostato, climatizzatori rotti, salviette esaurite), quando partono le mail, son solleciti, quando arrivano, scatta il virus del refuso e i solleciti diventano solletichi e non succede niente e se qualcuno lo soffre, il solletico, trattiene stoicamente le risate.
mercoledì 24 febbraio 2016
Rivelazione
Quando mi sento un deficiente
è forse proprio quello il momento
in cui sono davvero intelligente.
è forse proprio quello il momento
in cui sono davvero intelligente.
martedì 23 febbraio 2016
Maledizione
Che tu sia stramaledetto oh generoso donatore della bottiglia di vino genuino da te fatto, rosso magenta, frizzantino e chiuso con tappo a corona che, appena l'ho aperto, è esploso eruttando tre quarti di litro a fontana fino al soffitto e ricadendo con elegante perfidia sulle pareti e i mobili della cucina.
I segni del loro passaggio
Dopo molti anni di esperienza, a casa e in ufficio e sentendo altre persone, posso affermare con certezza che esiste una strategia delle donne di pulizia che per farti capire che davvero hanno fatto il loro dovere, spostano oggetti, staccano spine, storcono quadri, per lasciare i segni del loro passaggio.
Oasi e miraggi
Nel deserto della vita
camminare t'affatica
tra oasi che son miraggi
t'arrangi fino alla meta
dove non avrai più sete
dove arriverai senza se
e senza neanche più te.
camminare t'affatica
tra oasi che son miraggi
t'arrangi fino alla meta
dove non avrai più sete
dove arriverai senza se
e senza neanche più te.
lunedì 22 febbraio 2016
Quelli che
Quelli che appena muore uno scrittore, si precipitano a comprarne i libri.
domenica 21 febbraio 2016
Acuto e Ottuso
Tra l’acuto e l’ottuso
la condanna a oscillare
sul pendolo del non senso
dispensando perle
e passando per pirla.
sabato 20 febbraio 2016
Senza soluzione di continuità
Ogni volta che leggo o sento l'orrenda espressione: Senza soluzione di continuità, devo sempre pensarci qualche secondo per tradurla in un italiano comprensibile.
Fincipit
"T'amo pio bove"
T'amo dalle ventuno alle nove.
T'amo anche quando piove.
Questo amore casto un po' mi stucca
ma sarò per sempre la tua mucca.
Giosuè Carducci, Il bove
venerdì 19 febbraio 2016
Curioso come Lombroso
C’è gente che già da come cammina, da come si mette le mani in tasca mentre parla, mi sta subito sulle palle.
Metal Detector
Ogni giorno, i clienti si lamentano del metal detector che nella bussola d'entrata gli ripete di "lasciare gli oggetti metallici negli appositi cassetti esterni". S'incazzano, entrano e dicono puntualmente: "Ma non ho niente addosso". Vagli a spiegare che un cellulare, una fibbia di una cintura, una scarpa anti infortunio, una borsa con dentro un mazzo di chiavi, un cric, un piccolo mitra, non son mica niente. Per non parlare di quelli che hanno il cuore d'oro, la faccia di bronzo, le palle d'acciaio, il culo di piombo, i capelli d'argento o le meches ramate... Eh? Chi glielo dice?
giovedì 18 febbraio 2016
L'ironia ti isola moltissimo
IOSIF BRODSKIJ - Certo. In sostanza, ci son due o tre cose da prendere in considerazione. La poesia russa in generale è piuttosto seria e solo raramente ci si permette qualche incrinatura. Però quando scrivi poesia, soprattutto da giovane, sai sempre, ti aspetti sempre che ci sia una mente sardonica che riderà delle tue gioie e dei tuoi dolori. Si tratta quindi di fregare quella mente sardonica, di batterla sul tempo. E l'unico modo per farlo è prendersi in giro da soli. Be', io l'ho fatto piuttosto a lungo. Però l'ironia ti isola moltissimo. Non è liberatoria, specialmente se è diretta a qualcuno, se ha un consumatore, un consumatore designato, quel lettore sardonico. In realtà l'unico modo per battere veramente quel tizio, se mai esiste - ma è sempre meglio supporre che esista -, sta nell'eccellenza delle tue affermazioni, nella loro importanza, nella loro serietà, così che lui non possa deriderti. E' quello che mi son messo a fare, e spero di esserci riuscito. Però la tecnica dell'autoironia, o della battuta, mi è rimasta appiccicata e ogni tanto la uso.
Un'altra cosa sull'ironia è che spesso la usi solo per evitare un cliché. Poniamo che ti imbatti in una rima, e non ve n'è una migliore in vista. Però sa di cliché. Quindi meglio rafforzarla un po'... allora puoi ricorrere a un'assonanza, e l'assonanza, nella sua essenza, è già di per sé abbastanza ironica... ci sono vari trucchi. Sarebbe corretto dire che l'ironia è un prodotto del linguaggio, tanto quanto il resto. E' una cosa come un'altra, quindi perché non usarla in una poesia? E' piacevole. Però non si deve esagerare, e bisognerebbe sempre bilanciarla con qualcos'altro. No deve mai essere fine a se stessa.
(Iosif Brodskij, Conversazioni, Adelphi 2015, pagg.112-113)
mercoledì 17 febbraio 2016
Marziale
... Bisogna però stare attenti a quali traduzioni di Marziale, perché in certe ti sembra di sentire un tassista di New York. Una cosa veramente ridicola. Marziale è così sfaccettato. E' in assoluto il più gran leccaculo di tutta la storia della poesia. Il modo in cui incensa i tiranni è sbalorditivo. Però non ho mai letto niente di più feroce dei suoi epigrammi. Anche solo per la loro pura e semplice violenza vanno rispettati. In più è un eccellente poeta lirico.... Se vuoi vivere sereno, consiglia a un amico, non essere troppo vicino a nessuno; così forse sarai meno felice, ma proverai anche meno dolore. Quando un messaggio del genere ti arriva valicando un paio di millenni, ti commuove parecchio.
(Iosif Brodskij, Conversazioni, Adelphi 2015, pag.119).
E' gratis
Chiedi al cellulare qual è il tuo credito residuo e, ogni volta, ti risponde la gentile segretaria telefonica con un elenco d’offerte tipo: "Complimenti, puoi fare 3.000 sms gratis al giorno, 70.000 chiamate gratis in tre ore a un numero a piacere e andare a Disneyland a ferragosto col tuo gatto, se il gatto è rosso. Cosa aspetti? E’ gratis". Dopo, solo dopo questo lungo minuto, ti dicono quant’è il tuo fottutissimo credito residuo.
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