martedì 23 novembre 2010

Woody Allen, Dio, come sono depresso! 135 battute, Stampa alternativa 2005








*
Non sono un atleta. Ho cattivi riflessi. Una volta sono stato
investito da un’automobile spinta da due tizi.

*
-Lei non è quel giovane codardo di cui parlano tutti?
-Giovane? Ho 35 anni!

*
Il suo nome è una leggenda da queste parti. O almeno, facendolo è una risata sicura.

lunedì 22 novembre 2010

L'ultimo Tram, Manni 2009, pag.74












Risparmio energetico

Leggo al buio
con l'alfabeto Morse
la storia di Eva
e della sua Mela.

domenica 21 novembre 2010

Francesco Cosentino, Inoltre, Altre Muse Editrice 2004, pag.14












DISTRATTO IMPAZIENTE

Sollevi
Il coperchio
Ispezioni
La padella

Aspetti
La tua bella
Da diversi
Quarti d'ora

Friggono
Le budella
Gli intestini
E pure le interiora.

Lampadina

Maroni va
a Vieni via con me
mentre
Masi vada pure via
senza Ma e senza Si.


(pubbl. oggi su Il Quotidiano della Basilicata)

sabato 20 novembre 2010

L'ultimo Tram, Manni 2009, pag.19













Enel

Si dice
che Ungaretti
pagasse delle mostruose
bollette della luce.

venerdì 19 novembre 2010

Temporali, Zerozerosud 2002, pag.90













La solitudine
è la mia latitudine
quello che resta
è pura consuetudine
e adesso basta parole
con queste rime in Udine.
Io sto a Potenza e mi sento debole.

Antonio D’Orrico, Come vendere un milione di copie e vivere felici, Mondadori 2010, pag.15













Ritorniamo al punto di partenza. E cioè all’uso della parola “membro” in contesti che non siano sessuali o erotici. Solerti funzionari della Rai degli anni Cinquanta proibirono tassativamente l’uso di espressioni del tipo “i membri del parlamento” perché ritenevano che i telespettatori e i radioascoltatori avrebbero immediatamente visualizzato, sentendole, l’immagine di un’assemblea di organi genitali maschili riuniti nella sala di Montecitorio e, a seconda del loro carattere, si sarebbero indignati (e con ogni probabilità avrebbero disdetto l’abbonamento Rai e messo al rogo in Campo de’ Fiori i relativi libretti per il pagamento del canone) o si sarebbero sbellicati dalla risate. Provocando in ogni caso un grave danno all’azienda.

martedì 16 novembre 2010

Paolo Nori, A Bologna le bici erano come i cani, Ediciclo editore 2010, pag.116-117













E al mare, a Viareggio, una signora che era seduta sotto l’ombrellone vicino al nostro aveva raccontato a una sua amica che suo figlio, siccome gli avevano insegnato che non si dice Voglio ma Vorrei, adesso lui a sua mamma e a suo babbo diceva: “Ti vorrei bene”.

lunedì 15 novembre 2010

sabato 13 novembre 2010

Interviste con Louis-Ferdinand Céline, Minimum fax 1996, pp.28-29







Nella sua vita è stato felice?
Cristo, mai, penso. Tutto quello di cui hai bisogno, quando sei vecchio... se solo mi dessero abbastanza quattrini per tirare avanti senza problemi - Dio se mi piacerebbe - allora avrei la possibilità di ritirarmi e andarmene da qualche parte, a osservare la gente, senza dover lavorare. Felicità, per me, sarebbe starmene da solo, in pace, su una spiaggia di fronte al mare. Da mangiare il minimo necessario, quasi niente. E una candela, senza elettricità e compagnia bella. Una candela! Solo una candela, per leggere il giornale. Li vedo gli altri, agitati, in preda alle ambizioni, la loro vita è uno spettacolo, sempre a scambiarsi inviti per mantenersi in forma. Ho vissuto in società una volta, e li ho visti - "Dico, Gontran, senti cosa ti ha detto; oh, Gaston, eri proprio in forma ieri, eh! Gliela hai detta proprio tutta, eh! Me ne ha parlato di nuovo l'altra notte! Sua moglie lo stava dicendo, oh. Gaston ci ha proprio sorpresi!" E' una commedia. Lo buttano così il tempo, loro. Vanno a caccia l'uno dell'altro, negli stessi golf club, gli stessi ristoranti.

venerdì 12 novembre 2010

Paolo Roversi, Charles Bukowski, Scrivo racconti e poi ci metto il sesso per vendere, Castelvecchi 2010, incipit














Un conto in sospeso

Mettiamo le cose in chiaro: Charles Bukowski, io l’ho conosciuto soltanto attraverso i suoi libri e dalla viva voce di Fernanda Pivano. Mai di persona, e se ho scritto questo pamphlet è perché avevo un conto in sospeso, un lavoro da portare a termine.
In tutta sincerità ritengo che sia stato meglio così: gli scrittori bisogna conoscerli dai loro libri, altrimenti perdono quel fascino, quell’alone di mistero che li circonda e diventano come tutti gli altri.

mercoledì 10 novembre 2010

Paolo Morelli, Il trasloco, Nottetempo 2010, incipit













Avviso ai Traslocanti


Chiunque ha traslocato una volta nella vita sa che voglio dire. Come al solito però, sono necessarie alcune precisazioni. Siccome mi sono sentito più volte compatire, durante il mio trasloco, devo precisare che sto parlando di un trasloco che ho fatto con le mie mani. Come al solito, solo dagli avvenimenti di cui si ha più viva esperienza si può trarre il meglio, dopo la fatica e i patimenti necessari. Capita di pensare, durante un trasloco fatto con le proprie mani, a cose molto importanti. Non troppe però, altrimenti si perde la convinzione atletica e la concentrazione. La sera tardi, dopo aver traslocato tutto il giorno e prima di addormentarsi in preda agli incubi di un’altra giornata traslocativa che ci attende, capita di pensare che quello del trasloco è un buon momento per morire. Si è, tanto per dire, quasi
pronti, bisogna solo cambiare la destinazione all’ultimo momento,magari sentendosi fieri della propria duttilità mentale. Si parte da un luogo conosciuto per uno ancora sconosciuto e che quindi potrebbe essere peggio ma anche meglio, e il fatto che non ci si possa portare
niente fa morire più contenti in questo caso.

domenica 7 novembre 2010

Temporali, Zerozerosud 2002, pag.12













Lei era una romanticona
lui lavorava ad una pompa di benzina
la conquistò facendole per ore
una Super Corte Maggiore.

sabato 6 novembre 2010

Andrea De Carlo, Leielui, Bompiani 2010, pag.99












... ma d'altra parte quando cerchi qualcosa che non hai, finisci col trovarlo in qualcuno che non ti assomiglia del tutto. La piccola fabbrica di insoddisfazione non smette mai di girare, mai...

Nico Nappa, Afrorismi, Edizioni Samizdat,1995

Una mela al giorno toglie il medico di torno. Se insistesse a tornare, tirategli un cocomero.


Il matrimonio è l'unica situazione dove un uomo e un donna, svestiti nello stesso letto, dormono.


Ha il dono della sintesi. Tace.


C'è bisogno di varietà nel sesso. E' per questo che vado a letto con una ballerina dell'avanspettacolo.


I binari morti hanno creduto nella resurrezione delle Ferrovie?

mercoledì 3 novembre 2010

Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità, Einaudi 2010, pag.86












Il cartello che c’è sulla porta d’ingresso dei supermercati o nei negozi. Dice:”si avvisa la spettabile clientela che i prodotti sono protetti da un sistema di allarme”. Ci chiamano “spettabile” intanto che ci dicono: siete dei ladri, ma state attenti che vi becchiamo.


In autobus, mi precipito sul sedile vuoto anticipando tutte le persone in piedi alle quali potrei per molti motivi lasciare il posto; e per tutto il tragitto sono capace di guardare sempre fuori, con gli occhi fissi sul finestrino come rapito da una città intasata che conosco metro per metro, pur di non incrociare sguardi che potrebbero pretendere un atto di cortesia.

lunedì 1 novembre 2010

Si usa

Si usa
chiedere scusa
dopo una pausa
per tornare
dopo un secondo
a fare lo stronzo.

domenica 31 ottobre 2010

Lampadina di oggi (sul Quotidiano della Basilicata)

I piccioni
appena nati
non hanno
la "o".

Ugo Cornia, Operette ipotetiche, Quodlibet 2010, pp.51-52






Aldilà

Se un uomo sui cinquant'anni, una notte, verso le cinque, si alzasse perché gli scappa da pisciare, allora andasse al gabinetto, e lì, quando accende la luce gli prende un mezzo colpo perché vede che c'è un altro che sta pisciando anche lui nel suo gabinetto, ma a quel punto quell'altro si volta, e lui vede che è suo padre, morto sette anni prima. Allora gli dice papà, ma non eri morto, e il padre gli dice certo che sono morto, non ti ricordi più? Sono mrto di marzo, mentre stavamo mangiando. Son crepato di infarto. Ti ricorderai bene.
E poi si guardano un po' in faccia, con un sorriso garbato, e il figlio gli dice ma sei tornato dall'aldilà, e cosa sei venuto a fare, e il padre gli dice sono tornato soltanto un attimo per pisciare. Non si vede?
Allora il figlio gli chiede come va, e com'è l'aldilà. E allora il padre gli racconta che l'aldilà, almeno nella zona dove è andato a finire lui, è in uno stato di completo sfacelo. Che uno non ci crede se non lo vede, perché è diventato una cosa,incredibile. L'aldilà oramai, nonostante quello che si pensa generalmente,è messo molto peggio che qua.
(...)

sabato 30 ottobre 2010

Félix Fénéon, Romanzi in tre righe, Adelphi 2009, pag.28














Un cacciatore di Tessancourt ha costretto la moglie e il suo ganzo ad attendere sul talamo adultero il gendarme incaricato di stendere il verbale. Per tre ore.

giovedì 28 ottobre 2010

Félix Fénéon, Romanzi in tre righe, Adelphi 2009, pag.24













Un colpo apoplettico ha steso il signor André, 75 anni, di Levallois, nei paraggi del pallino. La sua boccia rotolava ancora, e lui non c'era già più.

mercoledì 27 ottobre 2010

Patty Pravo e Mina: due modelli estetici

In quella magnifica intervista di Minoli a Patty Pravo, ha fatto rumore l’epiteto di “ectoplasma” attribuito dalla Nicoletta di platino alla Mina, non più vagante, ahimè. Quando si parla di Tv, di Grande Fratello, di Festival di Sanremo, in genere, l’intellettuale ha un moto naturale di fastidio, un continuo empito allo starnuto allergico dovuto al suo cronico snobismo.
Io, invece, non essendo un intellettuale (intellettuale a chi?) trovo nella Tv (non in tutta, ovvio), certe cose, molto popolari, viste cioè da milioni di persone, stimolanti assai. Per esempio, questo Festival che comincia con questa dichiarazione della Patty Pravo sulla partecipazione ectoplasmatica della Mina (ormai da decenni, disinnescata), si presta magnificamente a capire come funzionano due categorie-cardine del gusto estetico applicato alla canzone leggera. Due categorie che sono queste: l’arte come tecnica pura o come capacità di trasmettere un’emozione? Intanto, grazie a “X Factor” e al sempre brillante Morgan si è capito che la
musica leggera è una cosa complicata e ricca di implicazioni che riguardano codici, regole, alchimie, ma anche elementi stravaganti, insoliti, spiazzanti e che quando si parla di talento non si parla solo di tecnica, come fanno invece quei morticini di docenti pedanti di "Amici”.
Infatti, da “X Factor” è uscita fuori una magnifica Giusy Ferreri mentre da “Amici”, escono vincitori dei Cosi urlanti che hanno l’intonazione giusta, fanno i saltelli giusti, hanno i capelli, il piercing e il tatuaggio al posto giusto, ma peccato che gli manca sempre quella cosa che non rientra mai nella categoria del “giusto” e
cioè il talento. Se ci va Tom Waits sicuro quei maestrini di “Amici” lo bocciano. Mentre, starebbero in ginocchio davanti a Mina. Ecco Mina. Quanto la odio. Mina rappresenta l’Istituzione non criticabile, non discutibile, la tecnica pura, l’Intoccabile, una che emotivamente è come una foca scivolosa sul ghiaccio. Amavo quella degli inizi, sfrontata e trasgressiva. Quella Mina vitale e creativa che cantava “Le mille bolle blu” o “Tintarella di luna” che ancora oggi suonano fresche e brillanti. Invece il popolo conformista adora la Mina
della tecnica pura, quella che canta “Brava” (senti come sono brava… salgo su, salgo su, poi scendo giù, poi risalgo su…) dove c’è solo lo sfoggio saccente della pura tecnica. E al massimo visualizzi un ascensore.
Ma alla fine perché la grande (lei sì) Patty Pravo ha ragione? Ha ragione quando esorta Mina ad avere più coraggio, a parte quello di presentarsi di persona se decide di esserci al Festival (e non solo per fare lo spot all’ennesimo, inutile cd in uscita), credo intenda soprattutto che debba avere più coraggio come artista, cercando di tirar fuori qualcosa di nuovo e di vitale, non il solito cd all’anno fatto di cover o di pezzi anonimi che infatti nessuno si ricorda. Patty Pravo è uno spirito libero, merce rarissima oggi, e lo dimostra quando canta, soprattutto “come” canta oltre a quando parla, cammina, sorride. Una che conosce l’autoironia ma sa anche essere l’ultima Diva in circolazione. Lei ha capito che cantare ha a che fare con l’emozione. Vaglielo a spiegare a Mina. Una Mina dovrebbe brillare, no?
Invece, che tristezza monumentale.

(già pubblicato nel 2009 su Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 26 ottobre 2010

Onde per cui si muove il mare, Ermes 1995, pag.24






Il bue dormiva
nel buio della stalla.
In cucina
i suoi occhi friggevano in padella.

lunedì 25 ottobre 2010

Temporali, zerozerosud 2002, pag.93













Col passar del tempo
senza nessun sacrificio
mi sono trasformato
in un vaffanculificio.

domenica 24 ottobre 2010

Sempre cara mi fu quest'ernia al colon, Il libro dei fincipit, Mondadori 2007













alcuni pezzi miei



Ecco, la musica è finita
gli amici se ne vanno
e adesso
chi li lava tutti quei cazzo di bicchieri?

Umberto Bindi, La musica è finita
(pag.29)




Guido piano
e da dietro mi clacsonàno.

Fabio Concato, Guido piano
pag.62



I cipressi che a Bòlgheri alti e schietti
van da San Guido in duplice filar,
tutti me li sono fatti
quando ho perso il controllo della mia Jaguàr.

Giosuè Carducci, Davanti San Guido
pag.80