venerdì 15 ottobre 2010

Valerio Magrelli, Addio al calcio, Einaudi 2010, 4a di copertina













In cortile non c’è più nessuno, è pomeriggio, ha appena smesso di piovere e si sentono solo i colpi lenti della sfera che batte e rimbalza, echeggiando fin nella tromba delle scale. Rimbombi profondi, cardiaci, e il rimbalzo.
La mia infanzia è segnata da questo metronomo. E’ così che ho imparato il controllo di palla.

mercoledì 13 ottobre 2010

Carlo Bordini, Manuale di autodistruzione, Fazi 2004, pag.62












Martedì
Arriva Attilio Lolini per una lettura al Flaiano: E’ noiosissima, con tutte quelle vecchie. Noi stiamo fuori. Dario Bellezza, Antonio, Tommaso triste e in crisi (ho saputo poi che l’hanno trasferito a Ravenna; una cosa terribile) e Alberto Toni sempre ubriaco: Bellezza parla di scrivere un “Nuovo inferno”. Veneziani distribuisce Brown Sugar. Lolini è serafico, scrive poesie dolorose, una linea nuova, a volte un po’ sbavata; vorrei capire meglio. Vado a letto presto, non
voglio ubriacarmi, sto male. Alla lettura viene Gabriella con un uomo, abbiamo un rapporto freddissimo, come se fossimo entrambi imbarazzati. Qualche giorno fa ho saputo di reazioni violentissime – in senso positivo – al mio libro. C’è gente che lo vive con un’intensità enorme. Alessandro Ricci e i suoi amici.
Manni dice che la distribuzione del mio libro va bene a Roma.

Seneca, L’arte di vivere, (introd. Luca Canali, a cura di Anna Maria Rindi), pillole BUR 2010, pag. 17

LETTERA 1
L’uso del tempo

Fa’ così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva.
Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ore ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo.
Puoi indicarmi qualcuno che dia giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com’egli muoia giorno per giorno?

martedì 12 ottobre 2010

Seneca, La brevità della vita (a cura di Alfonso Traina), BUR 1993, pag.91







XVIII.
Stàccati dunque dalla folla, Paolino carissimo, e dopo tante traversie non proporzionate ai tuoi anni, ritìrati finalmente in un porto tranquillo. Pensa quanti flutti hai affrontato, quante tempeste private hai sofferto, quante pubbliche ti sei attirato; già abbastanza si è messo in luce il tuo valore attraverso prove faticose e turbolente: sperimenta quel che può fare in assenza di impegni.

domenica 10 ottobre 2010

sabato 9 ottobre 2010

Tommaso Pisanti, Poesia del novecento americano, Guida 1978, pag.59-61







Carl Sandburg
(1878-1967)
Da Il Popolo, sì

Raccontano storielle
di un grattacielo tanto alto che s'aggiunsero cerniere
ai due ultimi piani per far passare la luna,
di un raccolto di granturco nel Missouri quando le radici
talmente s'allungarono e tant'acqua si bevettero
che il letto del Mississippi in quell'anno si seccò,
di focacce così sottili che avevano un solo lato,
di "una nebbia così spessa che ne rivestimmo il granaio
e sei piedi ancora",
di Pecos Pete che montò il ciclone in Texas
e lo cavalcò fino alla costa dell'Ovest dove
"si sciolse in pioggia sotto di lui",
dell'uomo che condusse uno sciame d'api
per le Montagne Rocciose e il Deserto
"e non perse neppure un'ape",
della stretta curva di una ferrovia
dove il macchinista può toccare dal suo gabbiotto
l'ultimo vagone e sputare in un occhio al controllore,
del ragazzo che salito su un granturco
che cresceva molto in fretta
vi sarebbe morto di fame
se non gli avessero lanciato dei biscotti,
dei lunghi baffi d'un vecchio:
"Quando il vento era a favore
quei lunghi baffi
arrivavano almeno un giorno prima di lui"
[...]

Lampadine, Ermes 1998, pag.27







Detesto
la poesia emolliente
che ti ammoscia come un savoiardo
nel latte bollente.
Amo la poesia tosta
che è meno casta
ma più eccitante
tesa come un'asta
e più penetrante.

venerdì 8 ottobre 2010

Dorothy Parker, Resume

I rasoi fanno male
i fiumi sono freddi
l'acido lascia tracce
le droghe danno i crampi
le pistole sono illegali
i cappi cedono
il gas è nauseabondo...
Tanto vale vivere.

giovedì 7 ottobre 2010

Soren Kierkegaard, La ripetizione, Bur 2008, pag.118

Il mio amico è poeta, ed è intrinseca ai poeti questa fede esaltata della donna. Io, con rispetto parlando, sono prosatore. Per quanto concerne l’altro sesso, ho la mia propria opinione, o più precisamente non ne ho proprio alcuna, giacché soltanto assai di rado ho visto una ragazza la cui vita si lasciasse inquadrare in una categoria. Mancano quasi sempre della coerenza richiesta perché si possa ammirare o disprezzare una persona umana.

martedì 5 ottobre 2010

lunedì 4 ottobre 2010

Lampadina

Pulì
la sua macchina
da scrivere
con dell'alcool.
Poi cominciò a fare
battute di spirito.

domenica 3 ottobre 2010

William Carlos Williams (1883-1963)






La carriola rossa

Tanto dipende
da
una rossa
carriola
smaltata d'acqua
piovana
accanto a bianchi
pulcini.

Erik Satie, Quaderni di un mammifero, Adelphi 1980













"Siate brevi" è il solo consiglio che abbia mai consentito a dare. "L'artista non ha diritto di disporre inutilmente del tempo del suo ascoltatore"

Erik Satie

sabato 2 ottobre 2010

Un vecchio dubbio






Ma Rosy Bindi
ed Ermete Realacci
son fratelli gemelli?

proprio così






"Concetto italiano
della poesia:
qualcosa di opprimente
e da riverire"

Ezra Pound

giovedì 30 settembre 2010

Simona Bassano di Tufillo, Piccola storia dei Peanuts, Donzelli 2010, pag.57













Avere un'aria interessante è bene, ma un'aria annoiata è più facile per gli occhi.
(Snoopy)

Lampadine quotidiane

Katia Ricciarelli
ha umili origini.
Ha cominciato
a cantare
da soprano
in un sottano.


(sul QdB di venerdì 1 ottobre 2010)

Simona Bassano di Tufillo,Piccola storia dei Peanuts, Donzelli 2010, pag.61












...lo straniamento opera una traslazione della prospettiva abituale che ci fa fuoriuscire per un attimo dal sistema abituale, ovvero dall'automatismo che ci rende incoscienti, producendo un effetto di svelamento e conoscenza.

mercoledì 29 settembre 2010

sabato 25 settembre 2010

Perfetto

Avere un blog, è il modo perfetto per contare i tuoi lettori.
Qui, all'appello, mancano pure i parenti più stretti. Meglio un proficuo monologo con se stessi allora che un dialogo sterile con nessuno. Addio, ma pure alla Madonna, senza dimenticare i santi, i fanti, e i venditori ambulanti.

giovedì 23 settembre 2010

Lampadine, Ermes 1998, pag.43











95
Mi hai colpito
fin dal primo momento.
Sei sempre stata
un tipo violento.

mercoledì 22 settembre 2010

Lampadine, Ermes 1998, pag.35











78
Non so come
non so dove
ma tra te e me
c'è sempre un altrove.

martedì 21 settembre 2010

Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, Feltrinelli 2000, pag.87-88


Ora sono stufo di scrivere sui poeti. Voglio però aggiungere che vivendo come poeti invece che come qualsiasi altra cosa, fanno del male a se stessi. Io ho fatto lavori umili fino a cinquant'anni. Ero sempre fra la gente. Non ho mai detto di essere un poeta. Non sto dicendo che lavorare tutta la vita sia una gran cosa. Spesso devi lottare per tenerti un lavoro schifoso perché dietro di te, pronte a prendere lo stesso lavoro, ci sono altre venticinque persone. Certo, non ha senso, certo, ti schiaccia. Ma penso che quello schifo mi abbia insegnato a lasciar fuori le stronzate quando poi scrivevo. Penso che di tanto in tanto devi mettere la faccia nel fango, penso che devi sapere che cos'è un carcere, un ospedale. Penso che devi sapere cosa vuol dire stare senza mangiare per quattro o cinque giorni. Penso che vivere con donne pazze faccia bene alla spina dorsale. Penso che dopo essere stato nella morsa puoi scrivere con gioia e con sollievo. Lo dico soltanto perché tutti i poeti che ho conosciuto erano molli meduse, parassiti. Non hanno niente da scrivere tranne il loro languido egoismo.
Sì, me ne sto alla larga dai POETI. Mi biasimate?

domenica 19 settembre 2010

Vita di Tom Waits, EDT 1991, pag.109

Alcuni insulti che Tom Waits apprezzerebbe

E' d'aiuto quanto uno con una gamba sola a una gara di calci in culo.

(Espressione tipica di Liverpool)

sabato 18 settembre 2010

Martin Amis, L'informazione, Einaudi 1996, pag.114













Va detto che un coglione non è la stessa cosa di una testa di cazzo. C'è di mezzo il mare. Tutti, di tanto in tanto, siamo coglioni, ma una testa di cazzo è una testa di cazzo sempre.