martedì 13 settembre 2011
i vivi e i morti
Oggi, una botta di vita. Una bella, lunga, passeggiata al Cimitero.
lunedì 12 settembre 2011
Tutti contenti
Ma se uno non dice
quel che pensa
che parla a fare?
Meglio starsene
a sproloquiare
da soli.
C’è più soddisfazione.
Invece stan tutti lì
per anni a parlare
con lingua triforcuta.
Si fan dei complimenti.
Si sorridono.
Si sbaciucchiano
tutti contenti.
Fingendo fingendo
infangandosi dentro.
quel che pensa
che parla a fare?
Meglio starsene
a sproloquiare
da soli.
C’è più soddisfazione.
Invece stan tutti lì
per anni a parlare
con lingua triforcuta.
Si fan dei complimenti.
Si sorridono.
Si sbaciucchiano
tutti contenti.
Fingendo fingendo
infangandosi dentro.
Nunc est bibendum

INTRODUZIONE
Gli antropologi ci assicurano che, dovunque si trovi, l'uomo parla. A dispetto degli amanti degli scimpanzé, nessun altro animale, oltre all'uomo, è in grado di ridere. E se anche qualche remota tribù della giungla brasiliana dovesse un domani rivelarsi un'eccezione, tutte le società a noi contemporanee fanno uso dell'alcol, così com'è stato per la maggioranza di quelle del passato. Non voglio certo negare che non condividiamo con le creature brute altri importanti piaceri, ma è un fatto che converaszione, ilarità e bevande alcoliche siano legate da un rapporto intimamente e tipicamente umano.
(Kingsley Amis, Taccuino di un vecchio bevitore, Baldini Castoldi Dalai, 2009, pag.13)
domenica 11 settembre 2011
tre perle di Gino Patroni

*
Automobilista folle
imbocca
l'autostrada
con un cucchiaio.
Autunno a Torino
Tossicchiando me ne vo
lungo gli argini
del Po.
Festival
del cinema pornografico
"E' prescritto
l'abito da sega."
(Gino Patroni, La vita è bella e scarso l'avvenir, Epigrammi, Longanesi 1988)
sabato 10 settembre 2011
quello
...
Quello che veramente ami rimane, il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità
...
(Ezra Pound, da Canto LXXXI, Americana, La biblioteca di Repubblica,trad. A. Rizzardi, pag.339)
un peccato

se fossi stato orocolato
l'anacoluto che è in me
non sarebbe mai nato
un peccato sarebbe stato.
napoli 30.5.1984
(Lapsus, Tracce 1988, pag.42)
tarati

Be', allora se uno gode della vita, del mangiare, del bere, del dormire e del resto, insomma, le piccole cose accessorie, be' allora si ha una vita tranquilla via e signora non ci sono ragioni per uscire da questa vita così tranquilla se non per conquistare un miglior posto al sole via, è naturale. Io, evidentemente avevo... ero malmesso, mia madre era nervosa, mio padre era nervoso, erano nervosamente tarati, poveretti, e sicuramente io ho ereditato la loro angoscia e la loro inquietudine innata, nevvero. Allora ho trasformato questa inquietudine innata in chiacchera, ma avrei preferito andare meglio in medicina, trovavo che era meglio, la medicina paga di più.
(Louis-Ferdinand Céline, Polemiche 1947-1961, Guanda 2010, pag.101)
venerdì 9 settembre 2011
felice atarassia

Per un anno provò una sofferenza squisita - vicinissima al piacere - nell'affrontare il mondo come se non le importasse nulla.
(op.cit., pag. 262)
dice Bene Carmelo

Poeti che confondete
il laboratorio coll'obitorio
il pathos col patetico
la sofferenza col soffritto
il verso libero con lo sfiatatoio
il tono dimesso col lamento eterno
il ritmo con la litania
baciate la rima
con l'alito cattivo
e poi dite che sono distruttivo
quando ha proprio ragione
Carmelo Bene che dice
che occorre rovinare le rovine
per ricreare qualcosa di vivo.
pz 5.12.1998
(op.cit. pag.83)
Strisce e stelle

Siderali desideri di sederi da star
assiderato strisciavo verso le stelle
per una vita hollyvoodiana
usa e getta
siamo stati uniti
prima di essere divisi
mi misi a miagolare in americano
più micio che macho
nella gattitudine estrema
triste e sublime
della terra che trema.
pz 27.9.1996
(I Canti di Onan, Ermes 1999,pag.70)
giovedì 8 settembre 2011
camminare con Vito Riviello ( e con Claudio Damiani, Valentino Zeichen, Valerio Magrelli, Erri De Luca)
ancora Yeats

...al college le era stato insegnato che lo scopo di un'istruzione umanistica non era educare la mente ma liberarla. Quello che si faceva per vivere non aveva importanza; ciò che contava era il tipo di persona che si era.
(op.cit., pag.116)
mercoledì 7 settembre 2011
il grande Richard Yates


La scuola era il centro della sua vita. Prima di andare al Barnard non aveva mai sentito adoperare il vocabolo intellettuale come sostantivo, e ne rimase molto colpita. Era un sostantivo coraggioso, un sostantivo orgoglioso, un sostantivo che evocava una consacrazione perpetua ad argomenti elevati e un freddo disprezzo per le banalità. Un'intellettuale poteva anche perdere la verginità con un soldato nel parco, ma poteva imparare a ricordarlo con un distacco ironico e divertito. Un'intellettuale poteva anche avere una madre che lasciava vedere le mutande quando si ubriacava, ma non permetteva che la cosa le desse fastidio. E poteva anche darsi che Emily Grimes non fosse ancora un'intellettuale, ma se prendeva una quantità di appunti anche alle lezioni più monotone, e se ne stava ogni sera a leggere finché gli occhi non le dolevano, era solo questione di tempo prima che lo diventasse.
(op.cit. pag.80)
noia sorridente

... dopodiché il problema fu che la conversazione continuava a languire. Sarah voleva sapere "tutto" del Barnard, ma quando Emily cominciò a parlare vide lo sguardo della sorella farsi vitreo di noia sorridente.
(op.cit.,pag.76-77)
dissociazioni
DOLCE FAR NIENTE
Un collega s’indigna
contro i fannulloni.
Non fa altro
tutto il giorno.
(L'ultimo Tram, Manni 2009, pag.48)
Un collega s’indigna
contro i fannulloni.
Non fa altro
tutto il giorno.
(L'ultimo Tram, Manni 2009, pag.48)
Autunno

Chanson d’automne
Les sanglots longs
Des violons
De l'automne
Blessent mon cœur
D'une langueur
Monotone.
Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l'heure,
Je me souviens
Des jours anciens
Et je pleure;
Et je m'en vais
Au vent mauvais
Qui m'emporte
Deçà, delà,
Pareil à la
Feuille morte.
Paul Verlaine
lacrime

Ed Emily non aveva ancora versato neppure una lacrima. La cosa la tormentò per tutto il viaggio di ritorno in città, che lei fece con una mano infilata tra la propria guancia e il vetro freddo e vibrante del finestrino della limousine, come se questo potesse esserle d‘aiuto.
Provò a bisbigliare “Papà” fra sé, provò a chiudere gli occhi e a immaginare il suo volto, ma non funzionò. Poi pensò a una cosa che le fece venire un nodo alla gola: magari non era mai stata la beniamina di suo padre, però lui l’aveva sempre chiamata “coniglietto”. E adesso piangere le venne facile, tanto che la madre si protese a stringerle una mano; l’unico guaio era che non sapeva bene se stava piangendo per il padre o per Warren Maddock, o Maddox, che adesso era nel South Carolina sul punto di essere inviato a una divisione.
Però smise bruscamente di piangere quando si rese conto che anche quella era una menzogna: quelle lacrime, come sempre finora nella sua vita, erano totalmente per se stessa: per la povera, sensibile Emily Grimes che nessuno capiva, e che non capiva niente.
(op.cit. pag.72-73)
Un incipit

Nè l'una nè l'altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l'impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori.
(Richard Yates, Easter Parade, Minumun fax )
martedì 6 settembre 2011
Primavera

Oggi il tempo è bellissimo: Giornata di tepore, di luce; il sole indugia allegro sulla neve sciolta; tutto brilla, fumiga, goccia; come ammattiti, i passerotti cinguettano vicino agli steccati scuri e fradici di vapore; dolce e terribile a un tempo, l'aria umida mi solletica il petto. Primavera, primavera in arrivo!
(Turgenev, Diario di un uomo superfluo, Voland 2011, trad. A. Niero, pag.10)
lunedì 5 settembre 2011
Fa ridere? Allora non va bene.
L’editor della Garzanti, risponde alla mia proposta di un’antologia ventennale di poesie che si è molto divertito, ma che non ha una collana di poesia umoristica per pubblicarla.
(dal Diario di un anarchico reazionario, in lavorazione)
(dal Diario di un anarchico reazionario, in lavorazione)
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