Un gioiello di poesia applicata al calcio in tutti i suoi aspetti immaginativi. Ma anche solo da un punto di vista strutturale. E' diviso in due parti (primo e secondo tempo) di 45 pezzi (minuti) ciascuna. Una partita di calcio letterario. A fine lettura ci vuole una doccia simbolica per tornare alla prosa uggiosa del quotidiano (come quella, nevrotica, delle telecronache tecniche di Salvatore Bagni che non ti lascia neanche un secondo di silenzio per respirare, immaginare, contemplare).
(Valerio Magrelli, Addio al calcio, Einaudi 2010)
sabato 23 ottobre 2010
venerdì 22 ottobre 2010
Valerio Magrelli, Addio al calcio, Einaudi 2010

Secondo tempo
19’
Palleggi, palleggi in un pomeriggio d’estate. Quel bambino concentrato, solo col suo pallone, era capace di passare ore, pur di superare il numero di tocchi che si era prefissato. Non allegro, ma assorto, pienamente consacrato al mio compito. Una buona
approssimazione alla felicità. Forse per questo ho cominciato a scrivere.
giovedì 21 ottobre 2010
Valerio Magrelli, Addio al calcio, Einaudi 2010

Primo tempo
43’
Mio figlio mi fa notare il particolare modo di correre dei giocatori africani. E’ vero, è un altro passo, un altro sport. C’è la stessa differenza che distingue, nei cavalli, il trotto dall’ambio. Hanno un’oscillazione tutta loro. Sembrano lenti, ma invece possono scattare come pochi. Dietro questa maniera di caracollare, c’è la tragedia di un continente intero: è come se si fossero allenati per secoli con le catene ai piedi. Ecco, ora le hanno tolte. Da qui, quell’andatura sghemba e selvaggia, quelle accelerazioni rresistibili.
martedì 19 ottobre 2010
Valerio Magrelli, Addio al calcio, Einaudi 2010

Primo tempo
14'
Eravamo a metà partita, in un campetto sul lungofiume, quando dal cielo piomba in mezzo all’erba un pesce gigantesco, un pesce sacro. Un tonfo sordo. Immobile, per terra, e tutti intorno in cerchio, officianti di un qualche strano rito. L’avrà lasciato cadere un gabbiano, disse qualcuno, e certo sarà andata così. Ma mi rimase un senso di stupore e sbigottimento. Poi riprendemmo a giocare.
domenica 17 ottobre 2010
Il muschio e la rugiada. Antologia di poesia giapponese a cura di M.Riccò e P.Lagazzi, BUR 2008, pag.228
Shibakusa ya
Kagerou hima o
Inu no yume
Tappeto d'erba. Baluginìo
delle onde calde dell'aria-
sogno d'un cane.
Soseki Natsume
(1867-1916)
Kagerou hima o
Inu no yume
Tappeto d'erba. Baluginìo
delle onde calde dell'aria-
sogno d'un cane.
Soseki Natsume
(1867-1916)
sabato 16 ottobre 2010
Massimo Raffaeli, Sivori, un vizio, Italic 2010, pag.173

In morte di Giacomino Bulgarelli
L'estate del '66, fu l'estate di Bobby Charlton, campione del mondo con i bianchi di Inghilterra, a Wembley, dopo un'acerrima e discussa finale contro la Germania Ovest, ma quella stessa estate, in Italia, fu la gelida estate di Edmondo Fabbri e Giacomino Bulgarelli, entrambi ritenuti responsabili dell'estromissione al primo turno della Corea del Nord. Fabbri venne cacciato a pomodori dalla guida della nazionale, mentre il suo pupillo Bulgarelli, del tutto incolpevole (perché, strappato, contro la Corea era stato fermo un'ora all'ala destra), ne venne per sempre marchiato. [...]
Sebastiano Vassalli e Giovanni Tesio, Un nulla pieno di storie, Interlinea 2010, pag.106

... Un mio amico di lunga data è lo scrittore o, come si definisce lui stesso: il vice-poeta Attilio Lolini di Siena. Secondo me, questa di vice-poeta è una definizione azzeccata. Anche se nel mondo ci sono miliardi di esseri umani che si considerano (Dio ce ne scampi e liberi!) poeti, i poeti veri e grandi sono rarissimi, quattro o cinque per secolo in tutto il pianeta. Essere vice-poeti è già molto, è comunque non è cosa da tutti...
venerdì 15 ottobre 2010
Valerio Magrelli, Addio al calcio, Einaudi 2010, 4a di copertina

In cortile non c’è più nessuno, è pomeriggio, ha appena smesso di piovere e si sentono solo i colpi lenti della sfera che batte e rimbalza, echeggiando fin nella tromba delle scale. Rimbombi profondi, cardiaci, e il rimbalzo.
La mia infanzia è segnata da questo metronomo. E’ così che ho imparato il controllo di palla.
mercoledì 13 ottobre 2010
Carlo Bordini, Manuale di autodistruzione, Fazi 2004, pag.62

Martedì
Arriva Attilio Lolini per una lettura al Flaiano: E’ noiosissima, con tutte quelle vecchie. Noi stiamo fuori. Dario Bellezza, Antonio, Tommaso triste e in crisi (ho saputo poi che l’hanno trasferito a Ravenna; una cosa terribile) e Alberto Toni sempre ubriaco: Bellezza parla di scrivere un “Nuovo inferno”. Veneziani distribuisce Brown Sugar. Lolini è serafico, scrive poesie dolorose, una linea nuova, a volte un po’ sbavata; vorrei capire meglio. Vado a letto presto, non
voglio ubriacarmi, sto male. Alla lettura viene Gabriella con un uomo, abbiamo un rapporto freddissimo, come se fossimo entrambi imbarazzati. Qualche giorno fa ho saputo di reazioni violentissime – in senso positivo – al mio libro. C’è gente che lo vive con un’intensità enorme. Alessandro Ricci e i suoi amici.
Manni dice che la distribuzione del mio libro va bene a Roma.
Seneca, L’arte di vivere, (introd. Luca Canali, a cura di Anna Maria Rindi), pillole BUR 2010, pag. 17
LETTERA 1
L’uso del tempo
Fa’ così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva.
Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ore ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo.
Puoi indicarmi qualcuno che dia giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com’egli muoia giorno per giorno?
L’uso del tempo
Fa’ così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva.
Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ore ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo.
Puoi indicarmi qualcuno che dia giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com’egli muoia giorno per giorno?
martedì 12 ottobre 2010
Seneca, La brevità della vita (a cura di Alfonso Traina), BUR 1993, pag.91

XVIII.
Stàccati dunque dalla folla, Paolino carissimo, e dopo tante traversie non proporzionate ai tuoi anni, ritìrati finalmente in un porto tranquillo. Pensa quanti flutti hai affrontato, quante tempeste private hai sofferto, quante pubbliche ti sei attirato; già abbastanza si è messo in luce il tuo valore attraverso prove faticose e turbolente: sperimenta quel che può fare in assenza di impegni.
domenica 10 ottobre 2010
sabato 9 ottobre 2010
Tommaso Pisanti, Poesia del novecento americano, Guida 1978, pag.59-61

Carl Sandburg
(1878-1967)
Da Il Popolo, sì
Raccontano storielle
di un grattacielo tanto alto che s'aggiunsero cerniere
ai due ultimi piani per far passare la luna,
di un raccolto di granturco nel Missouri quando le radici
talmente s'allungarono e tant'acqua si bevettero
che il letto del Mississippi in quell'anno si seccò,
di focacce così sottili che avevano un solo lato,
di "una nebbia così spessa che ne rivestimmo il granaio
e sei piedi ancora",
di Pecos Pete che montò il ciclone in Texas
e lo cavalcò fino alla costa dell'Ovest dove
"si sciolse in pioggia sotto di lui",
dell'uomo che condusse uno sciame d'api
per le Montagne Rocciose e il Deserto
"e non perse neppure un'ape",
della stretta curva di una ferrovia
dove il macchinista può toccare dal suo gabbiotto
l'ultimo vagone e sputare in un occhio al controllore,
del ragazzo che salito su un granturco
che cresceva molto in fretta
vi sarebbe morto di fame
se non gli avessero lanciato dei biscotti,
dei lunghi baffi d'un vecchio:
"Quando il vento era a favore
quei lunghi baffi
arrivavano almeno un giorno prima di lui"
[...]
Lampadine, Ermes 1998, pag.27

Detesto
la poesia emolliente
che ti ammoscia come un savoiardo
nel latte bollente.
Amo la poesia tosta
che è meno casta
ma più eccitante
tesa come un'asta
e più penetrante.
venerdì 8 ottobre 2010
Dorothy Parker, Resume
I rasoi fanno male
i fiumi sono freddi
l'acido lascia tracce
le droghe danno i crampi
le pistole sono illegali
i cappi cedono
il gas è nauseabondo...
Tanto vale vivere.
i fiumi sono freddi
l'acido lascia tracce
le droghe danno i crampi
le pistole sono illegali
i cappi cedono
il gas è nauseabondo...
Tanto vale vivere.
giovedì 7 ottobre 2010
Soren Kierkegaard, La ripetizione, Bur 2008, pag.118
Il mio amico è poeta, ed è intrinseca ai poeti questa fede esaltata della donna. Io, con rispetto parlando, sono prosatore. Per quanto concerne l’altro sesso, ho la mia propria opinione, o più precisamente non ne ho proprio alcuna, giacché soltanto assai di rado ho visto una ragazza la cui vita si lasciasse inquadrare in una categoria. Mancano quasi sempre della coerenza richiesta perché si possa ammirare o disprezzare una persona umana.
martedì 5 ottobre 2010
Robert Musil, Sulla stupidità e altri scritti, Oscar Mondadori 1990, pag.234
lunedì 4 ottobre 2010
domenica 3 ottobre 2010
Erik Satie, Quaderni di un mammifero, Adelphi 1980

"Siate brevi" è il solo consiglio che abbia mai consentito a dare. "L'artista non ha diritto di disporre inutilmente del tempo del suo ascoltatore"
Erik Satie
sabato 2 ottobre 2010
giovedì 30 settembre 2010
Simona Bassano di Tufillo, Piccola storia dei Peanuts, Donzelli 2010, pag.57
Lampadine quotidiane
Katia Ricciarelli
ha umili origini.
Ha cominciato
a cantare
da soprano
in un sottano.
(sul QdB di venerdì 1 ottobre 2010)
ha umili origini.
Ha cominciato
a cantare
da soprano
in un sottano.
(sul QdB di venerdì 1 ottobre 2010)
Simona Bassano di Tufillo,Piccola storia dei Peanuts, Donzelli 2010, pag.61

...lo straniamento opera una traslazione della prospettiva abituale che ci fa fuoriuscire per un attimo dal sistema abituale, ovvero dall'automatismo che ci rende incoscienti, producendo un effetto di svelamento e conoscenza.
Iscriviti a:
Post (Atom)





